E poi

Insieme, al mare © 2007

E poi.

E, poi, alla fine, dopo le prime ferite mendicate alla bene e meglio dentro una sottile linea di silenzio, rimane. Rimane. Rimane, oltre ogni orizzonte, solo una grande nostalgia. Ed una calma, apparente, di note. Sorda. Che mi strugge, lasciandomi senza danza.

38 Replies to “E poi”

  1. difficile… quando cè quel tipo di calma, dire qualcosa che aiuti…che lenisca..

    conosco quella calma..per quello lo dico.

    un abbraccio.

  2. amico oltremare…ti lascio un abbraccio a lunga conservazione, di quelli che non scadono…da consumarsi preferibilmente quando vuoi.

    Ti stringo,dal’altra parte del mare.

  3. Siediti davanti al nostro mare,lascia andare il tuo sguardo oltre l’orizzonte,sciogli i pensieri ,falli volare in alto con i gabbiani,ascolta la voce delle onde che sbattono contro la tua anima……ciao dolce Mik

  4. c’è una camera oscura

    chiusa e rabbuiata

    dove il negativo diventa positivo

    poi c’è anche una tomba cieca e sigillata

    dove il positivo cambia in negativo

    non possiamo, Miki, disfare nè l’una, nè sfuggire all’altra.

    Si vive sempre

    senza mai essere e sempre sull’orlo dell’essere.

    che altro dirti, amico. Si è uomini e si è donne, soprattuto si deve essere adulti.

  5. ora le onde sono agitate

    ascolta il tuo mare dentro

    respiralo e soffia sul tempo

    piano piano troverai un piccolo scoglio su cui appoggiare la tua malinconia

    sciogliendo l’ombra inquieta del vuoto

    Blue

  6. Sì, lo so, quando non si vuol dare spazio alla disperazione, rimane un senso di languido vuoto, una voglia di non aver voglia di nulla. Una calma apparente in cui si affonda ogni pensiero. Ma dentro, nel profondo, cos’è quel tumulto?

  7. Provare a gridare contro il cielo? A volte, aiuta poi a mettersi a piangere, e con gli occhi sciacquati si vede meglio….

    un bacio Mic, Will

  8. …semplicemente perchè al di là dell’orizzonte c’è il tuo “dentro”, e quella calma apparente di note, quel battito sordo che senti, quel vuoto che ti risucchia in nostalgia e/o angoscia come un gorgo salendo fin sulle corde vocali e RIMANENDO a mezza gola strozzato, sei tu, con quella che chiameresti disperazione. Che attende, paziente, di salire agli occhi. Quel silenzio apparente comincerà ad urlare con bocche distorte dal pianto, e tutto inizierà a sciogliersi. E’ così che si muore e si rinasce ogni volta dalle proprie ceneri, come una fenice.

    Un abbraccio, per qualsiasi cosa ti serva

  9. ed iniziare a vedere la calma apparente come un “prepararsi” di quello che avverrà?

    a volte è nella tranquillità che ribollono in maniera sotterranea gli exploit più grandi.

    un abbraccio

  10. La nostalgia (parola composta dal greco νόστος (ritorno) e άλγος (dolore): “dolore del ritorno”) è uno stato psicologico di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari o per una evento collocato nel passato che si vorrebbe rivivere.

    Coraggio Mic, hai ancora tante esperienze positive da vivere……………..

  11. E poi…

    E poi si riprendono le palle in mano e si ritorna a giocherellare…

    Va così…

    Nel bene e nel male…

    Senza un perchè logico…

    Ma poi… si torna…

    Si deve tornare…

    🙂

  12. ne ho versate di lacrime…ti capisco molto bene…solo il nostro bel mare ci potrà consolare che in fondo… è “il più bel mare che c’è”…

  13. Ciao.. passavo per caso.. e mi son fermata.. grazie per avermi dato momenti..allegri..e momenti di tristezza… l’importante è sempre comunicare sensazioni.. ciao Goccia

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