Splash

Splash © 2007

«Avessi visto: ha fatto uno splash pazzesco! Probabilmente perché la bottiglia che avevo lanciata era assai colma, di parole e di essenze accumulate nel tempo. Dentro non ci avevo messo alcuna bussola, ma speravo che avrebbe potuto trovare ugualmente la giusta rotta grazie alle correnti favorevoli e nonostante le tempeste avverse.» Questo disse Pecos a Sue, seduti entrambi al centro dell’arena, sul far della sera, mentre i primi fuochi riscaldavano la curiosità degli astanti accorsi in massa per il gran concerto. Quella notte si sarebbe esibito un gruppo di sceriffi biondi che girava la contea a ritmo rock.

Pecos si tolse la piuma bianca dal cappello e la donò a Sue. Sue se la posò sulle cosce nude e sentì un certo solletichio. Gli sorrise lievemente imbarazzata. Sul palco scesero le prime note dal cielo e lei ebbe sete. Aprì lo zaino di cuoio, srotolò il contenitore di vetro dalla carta che l’avvolgeva e, afferrandolo per il collo, iniziò a dissetarsi. Bevendo il suo desiderio crebbe. Presto si sentì ubriaca d’affetto. D’affetto e di parole giunte da lontano. Pecos, sorpreso, nel riconoscerla, spalancò tutto il suo mood e si mise in ascolto di lei, in silenzio. Sue capì, dall’odore di mare che pure aveva mai visto. Capì il senso del ritmo e gli volle regalare tutta la sua imperfezione. Lui apprezzò, avvolse Sue intorno a se e, sotto un diluvio di musica, fecero splash.

36 Replies to “Splash”

  1. fantastica Mic, semplicemente fantastica. é sorprendersi piacevolmente di quanto sia, talvolta, così fragile e forte, intensa e bella l’imperfezione..

  2. vabbè che é sabato e sarai in giro a cazzeggiare.. vabbè che ti piacciono le lusinghe, capisco, ok, ma.. allora? dopo questo splash? no, dico..

  3. Anch’io ho lanciato una bottiglia piena di parole. Ma non ha fatto splash. L’ho vista alluntanarsi e diventare puntino. Poi sono tornata e mi sono riinfilata le scarpe.

  4. capita che:

    si giri… un po’ così dove capita

    cercando quello che non si sa

    e a volte non sai nemmeno di cercare

    poi capita che

    ti arrivi una telefonata di un amica e si parli anche di te (proprio te sì!)

    e allora nasce un idea

    come di tornare

    come quando ti accorgi che hai dimenticato qualcosa, ti frughi nelle tasche ed intanto torni sui tuoi passi.

    e torni qui

    e tra le foto di gocce d’acqua ti rendi conto finalmente di cosa stavi cercando

    e ti chiedi perché hai girovagato così tanto perché

    il bello

    è che non si è mai mosso da qui..

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