{"id":90,"date":"2005-12-03T23:05:00","date_gmt":"2005-12-03T23:05:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=90"},"modified":"2005-12-03T23:05:00","modified_gmt":"2005-12-03T23:05:00","slug":"non-fotografare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=90","title":{"rendered":"Non fotografare"},"content":{"rendered":"<p>A tutti coloro i quali fotografano per lavoro o per passione.<\/p>\n<p>L&#8217;altra sera un&#8217;amica mi chiese perch\u00e8, nel gennaio 1994, quando uno spaventoso terremoto di 6,8 gradi della scala Richter colp\u00ec Los Angeles, io, che ero l\u00ec per lavoro con la mia fidata Canon al collo, mi rifiutai di scattare anche solo un&#8217;immagine di quel disastro e delle persone che lo subirono. Alla cara amica che mi ha posto questa legittima domanda rispondo con un testo che conservo nella borsa dei miei attrezzi fotografici da almeno una ventina d&#8217;anni. Lo riporto cos\u00ec com&#8217;\u00e8, senza apportare alcuna modifica al testo originale. Eccolo.<\/p>\n<p><i>&bull;Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime della droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni.<br \/>\n<br \/>&bull;La societ\u00e0 gli ha gi\u00e0 preso tutto, non prendergli anche la fotografia.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate perch\u00e8 non possono respingerti.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare il suicida, l&#8217;omicida e la sua vittima.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare l&#8217;imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.<br \/>\n<br \/>&bull;Hanno gi\u00e0 sopportato la condanna, non aggiungere la tua.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi.<br \/>\n<br \/>&bull;Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l&#8217;eroico moncherino.<br \/>\n<br \/>&bull;Non ritrarre un uomo solo perch\u00e8 la sua testa \u00e8 troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme.<br \/>\n<br \/>&bull;Non perseguitare con il flash la ragazza sfigurata dall&#8217;incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l&#8217;attrice imbruttita dal tempo.<br \/>\n<br \/>&bull;Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungervi le tue fotografie.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare gli annegati, i corpi carbonizzati, gli schiantati dai sismi, i dilaniati dalle esplosioni: non renderti responsabile della loro ultima immagine che li farebbe inorridire se potessero vederla.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare la madre dell&#8217;assassino e nemmeno quella della vittima.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare i figli di chi ha ucciso l&#8217;amante, e nemmeno gli orfani dell&#8217;amante.<br \/>\n<br \/>&bull;Non fotografare chi sub\u00ec ingiuria: la ragazza violentata, il bambino percosso.<br \/>\n<br \/>&bull;Le peggiori infamie fotografiche si commettono in nome del &#8220;diritto all&#8217;informazione&#8221;.<br \/>\n<br \/>&bull;Se davvero \u00e8 l&#8217;umana solidariet\u00e0 quella che ti conduce a visitare l&#8217;ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica.<br \/>\n<br \/>&bull;Come giudicheremmo un pittore con pennelli, tavolozza e cavalletto che per fare un bel quadro sta davanti alla gabbia del condannato all&#8217;ergastolo, all&#8217;impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, ad un corpo lacerato che affiora dalle rovine?<br \/>\n<br \/>&bull;Perch\u00e8 presumi che la borsa di accessori, la macchina appesa al collo e un flash sparato in faccia possano giustificarti?<\/i><\/p>\n<p><font size=\"-2\">Da un bollettino diffuso da Foto\/gram al Sicof del 1979<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A tutti coloro i quali fotografano per lavoro o per passione. 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