{"id":83,"date":"2005-11-24T03:51:00","date_gmt":"2005-11-24T03:51:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=83"},"modified":"2005-11-24T03:51:00","modified_gmt":"2005-11-24T03:51:00","slug":"lequilibrista-la-dottoressa-dellimmaginario-ed-i-cioccolatini-al-peperoncino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=83","title":{"rendered":"L&#8217;equilibrista, la dottoressa dell&#8217;immaginario ed i cioccolatini al peperoncino"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\" id=\"css_medio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.michelerossi.it\/media\/unici\/fotorespiromare\/cioccolato_proibito.jpg\" Imagesize><\/div>\n<p>Due anni due! Di astinenza. Cos\u00ec mi ordin\u00f2 un mercoled\u00ec di qualche tempo fa la mia dottoressa dell&#8217;immaginario. Di fronte a lei era tristemente accartocciata l&#8217;ennesima scatola, assurdamente vuota, di cioccolatini al peperoncino dagli effetti desiderati.<br \/>\n<br \/>Ella si alz\u00f2 di scatto. Mi fiss\u00f2 per un ventesimo di secondo. E, con calma perentoria mi disse, dall&#8217;alto del suo sguardo impertinente: &#8220;Basta! Troppi cioccolatini. Ne hai mangiati davvero un&#8217;enormit\u00e0, mio caro poco paziente!&#8221;. Ed aggiunse: &#8220;Cos\u00ec proprio non pu\u00f2 andare avanti, io ho paura, veramente paura, per la tua salute. Hai esagerato con queste dosi industriali di droghe fatalmente inebrianti. Ti fanno male. Lo sai. Lo sai benissimo che, poi, gli effetti collaterali sono devastanti per il tuo precario stato sospeso. Tu ne sei attratto come per mistero. Due anni due! Di astinenza. Poi vedremo. Questo \u00e8 il tutto.&#8221;.<\/p>\n<p>A quel tempo io ero un equilibrista e lavoravo per il circo del sole. Il mio attrezzo era una fune, la mia sola ed unica amica. Bimbi e grandi inventavano per me espressioni di sopresa ogni qual volta mi esibivo dall&#8217;alto di 30 metri di sopraelevata fantasia. Guardavo il mondo da una pospettiva necessariamente superiore. E godevo di ci\u00f2. Provavo gola, profonda attrazione verso il profumo delle molte e provocanti emozioni che volteggiavano nel vuoto che mi circondava. Lo percepivo nell&#8217;aria, richiamo sireniaco, quel profumo generato da mille farfalle di sfavillanti colori. Con vertigine resistevo, tutto il tempo dello show. Le mie braccia, che agli spettatori apparivano aperte e sicure in leonardiana posa, in realt\u00e0 non facevano altro che tentare di acchiappare qualche scampolo di brivido alare. Mi sentivo farfalla anch&#8217;io, ma senza ali. Avevo solo voglia di volare. E partorire sorrisi nel mio pubblico ansioso di vita librata. Durante quel tempo, a sostenermi era solo l&#8217;attrazione tra i desideri sfiorati dalle estremit\u00e0 delle mie dita in opposta direzione. Con fantasia la mia bussola segnava un nord sempre diverso.<\/p>\n<p>Fremevo, sull&#8217;orlo del precipizio, nell&#8217;esaltante ricerca dei limiti. Della natura umana e della fune che mi reggeva, tesa come una scotta con 30 nodi di tramontana. Vibravo per tutti i 30 minuti dello spettacolo e la gente applaudiva, eccome se applaudiva. Una selva di battiti. Che quasi mi stordivo. Che quasi mi sentivo un dio. Che poi il numero terminava. Salutavo e mi congedavo. Mi svestivo dei panni dell&#8217;artista e mi ritrovavo nudo, immerso in un vuoto ancora maggiore. Per ci\u00f2 mi tuffavo nell&#8217;amaro piccante di qualche dozzina di cioccolatini al peperoncino per sublimare l&#8217;assenza di farfalle nella pancia. Ingredienti principali di quelle illusioni di benessere erano il cacao ed il peperoncino. Uno importato dalle terre carioca e l&#8217;altro di pi\u00f9 vicina provenienza. Sostanze dallo stupefacente potere di ubriacare la mente e scagliare i pensieri fuori dalle rotte della razionalit\u00e0. Ne mangiavo a scatolate, ne succhiavo morbosamente l&#8217;essenza intensa, non ne potevo pi\u00f9 fare a meno. Ero arrivato a scartarne ed a ingoiarne anche 30 alla volta.<\/p>\n<p>Fu allora che decisi, affatto per caso, di consultare la dottoresa dell&#8217;immaginario che, immediatamente, diagnostic\u00f2 molto bene questa mia dipendenza avvertendomi che, prima o poi, sarei caduto dalla fune. Se avessi continuato nella mia delirante ricerca di altalenanti estremi. Calore e ghiacciato mistero. Accadde. Quel mercoled\u00ec. Quel benedetto mercoled\u00ec la mia vita cambi\u00f2. Con bellezza non apparente mi innamorai di lei, si, della mia dottoressa dell&#8217;immaginario, ed i suoi baci riempirono con equilibrio il mio inguaribile desiderio di cioccolatini al peperoncino. Il vuoto si chiuse alle spalle, per sempre. Da quel giorno svan\u00ec anche la mia disperata ricerca di farfalle. Queste comparvero presto, variegate come lentiggini, nella mia pancia. Che pi\u00f9 alcun giudizio glaciale me le avrebbe strappate via. Salde ali nella mia follia vincente.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 sempre vincere, nella vita, se vincere significa costruire ed amare i propri sogni, con fantasia. Fino a desiderarli cos\u00ec intensamente da diventare noi, immedesimandocisi, i sogni stessi. Per davvero.<br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due anni due! Di astinenza. Cos\u00ec mi ordin\u00f2 un mercoled\u00ec di qualche tempo fa la mia dottoressa dell&#8217;immaginario. Di fronte a lei era tristemente accartocciata l&#8217;ennesima scatola, assurdamente vuota, di cioccolatini al peperoncino dagli effetti desiderati. Ella si alz\u00f2 di scatto. Mi fiss\u00f2 per un ventesimo di secondo. 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