{"id":79,"date":"2005-11-16T20:34:00","date_gmt":"2005-11-16T20:34:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=79"},"modified":"2005-11-16T20:34:00","modified_gmt":"2005-11-16T20:34:00","slug":"rompere-il-ghiaccio-collage-di-intenti-positivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=79","title":{"rendered":"Rompere il ghiaccio, collage di intenti positivi"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.michelerossi.it\/media\/unici\/fotorespiromare\/manighiaccio_02.jpg\" Imagesize><\/div>\n<p>Intanto ci metto la foto, pi\u00f9 tardi scriver\u00f2 il testo che, confuso e straripante, sta palleggiando gi\u00e0 da alcuni giorni tra Ernesto ed Evaristo, due neuroni in fuga intrappolati nella mia cabeza pelada. Insomma, sar\u00e0 un altro post in divenire. Pallottole fluttuanti e fulminanti da spappolare su questo schermo di luce. Ma adesso STOP. \u00c9 l&#8217;ora del tigg\u00ec della sera. Una qualsiasi sera italiana a bordo della mia astronave ? che viaggia, 20.000 leghe sotto i mari, alla perenne esplorazione del nonsochecos&#8217;\u00e8masochec&#8217;\u00e8. Vado. Vai? A sproposito, \u00e8 pronto il rancioo? Tortellini, mi sa che mi cuciner\u00f2 un bel piatto di tortellini per cena. Li succhier\u00f2, uno ad uno, famelicamente goduto e poi, si si, poi me la monto. Una bella confezione di panna sormontata da tanto zucchero a velo. Stasera ho proprio voglia di trattarmi bene. Come ieri e l&#8217;altro ieri e non continuo. STOOOOP avevo detto STOP! Ma le dita scorrono, naturalmente, come flut di ciampagn ad una festa di domanimisposo. Che mica riesco a frenarle. Eppure ci provo. Eccome! Per concludere questa prefazione, eh si, mica \u00e8 altro &#8216;sta cozzaglia di parole, voglio dire che mi devo concentrare, un po&#8217; di pi\u00f9, per trovare il centro. Il centro del discorso, \u00e8 chiaro. Perch\u00e8 altrimenti \u00e8 solo entropia vocabolare. Quanto scritto fin&#8217;ora, diciamolo, era solo per rompere il ghiaccio. Pi\u00f9 tardi, se la panna montata non avr\u00e0 otturato i tubicini del mio sistema idee-tastiera-pubblicapost, allora il gioco si far\u00e0 duro, che solo i duri incominceranno a sciogliersi. Eppoi dicono che sono prolisso&#8230; A dopo.<\/p>\n<p>Ecco il dopo, 5 ore dopo. Anche se mi ritrovo meno brillante di come mi sentivo nello scrivere la premessa, il prima. Comunque, sar\u00e0 la vagonata di panna, sar\u00e0 il sonno, sar\u00e0 che ho letto troppo dolore sulle pagine dei vostri blog&#8230;, insomma, sar\u00e0 per diversi motivi che, ora, ho meno voglia di sparpagliare lettere d&#8217;alfabeto su questo quadretto che, nelle mie intenzioni, voleva essere un affresco di intenti positivi al solo ed umile scopo di salvare il mondo. Dalle inutili sofferenze della mente. Quelle di cui si potrebbe facilmente fare a meno, intendo. Si, insomma, avrei desiderato scribacchiare della fantasia, dell&#8217;unicit\u00e0 e della sensibilit\u00e0 nell&#8217;ironia, armi che, se utilizzate in simultanea, hanno strapoteri alle volte sorprendentemente efficaci al fine di sconfiggere quello spesso strato di ghiaccio che ricopre il cuore e lo rende decisamente poco pulsante di attimi vissuti &#8220;per davvero&#8221;. Avrei voluto rompere il ghiaccio, io per primo. Salire sul palcoscenico ed improvvisare uno spettacolino nel quale avrei recitato me stesso senza suppellettili. Avrei gettato al vento del mai pi\u00f9 la maschera di miraccontodiessereunogiusto ed avrei, finalmente, navigato nelle viscere dei miei desideri. Si. Per lasciare un segno, un solco profondo dal quale estrarre nuova luce per illuminare a giorno le mie paure ed appenderle alla forca delle giustificazioni.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 tardi, almeno per oggi, \u00e8 troppo tardi per immergermi tanto profondamente nella spugna di me stesso e, dribblando i miei doveri di serio ed onesto lavoratore delle fotografie, costruire carezze e schiaffi da offrire, in promozione per nulla speciale, agli abitanti di questa casetta di pixel. Primo fra tutti, io. Il mio primo lettore. Che non me ne perdo una, delle fregnacce che scribacchio, per capirmi anche a distanza di settimane. Allora mi fermo qui, solo il tempo di una parentesi. Che domani o dopo vedr\u00f2 di chiudere.<\/p>\n<p>Mi accomiato con un mojito inventato tra le dita. Anzi due. Iniziamo col rompere il ghiaccio. Si, dico a te, amico che sei davanti al monitor. Proprio a te, amica fedele. Ti va di rompere il ghiaccio e scoprire la succulenta dolcezza che \u00e8 in te? Insieme. Inizio io, a scoprire il nucleo. Riscaldiamoci. Ce n&#8217;\u00e8 tanto bisogno, sai. E, in fondo, non \u00e8 poi cos\u00ec difficile se gi\u00e0 stai assaporando il fresco della menta del mojito che ti sto allungando. Lo senti? Come ti senti? Io benone, un po&#8217; assonnato ma benone. Grazie. Nell&#8217;acqua della chiara fontana lei tutta nuda si bagnava&#8230;.. Le ultime note di questa notte italiana sono dell&#8217;amico Faber. Dicono, le previsioni odierne, che arriver\u00e0 presto il freddo, pungente come ghiaccio, a gelare i viaggi motorizzati per i labirinti delle nostre anime. Io non ci credo. Ho voglia, tanta, di spezzare il gelo trasparente delle incomprensioni. Tanta di comprendermi. Per ubriacarci di vita. Senza lacrime. Per davvero.<\/p>\n<p>Non so se, alla fine, l&#8217;ho trovato, il centro del discorso. So, per\u00f2, che desidero, in questo preciso momento, pi\u00f9 di ogni altra cosa, armarmi di fantasia, unicit\u00e0 e sensibilit\u00e0 nell&#8217;ironia, collage di intenti positivi. Le gradirei liscie. Grazie blogman. Magari ritorno.<\/p>\n<p>&#8211; TO BE CONTINUED &#8211;<br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intanto ci metto la foto, pi\u00f9 tardi scriver\u00f2 il testo che, confuso e straripante, sta palleggiando gi\u00e0 da alcuni giorni tra Ernesto ed Evaristo, due neuroni in fuga intrappolati nella mia cabeza pelada. Insomma, sar\u00e0 un altro post in divenire. Pallottole fluttuanti e fulminanti da spappolare su questo schermo di luce. 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