{"id":37,"date":"2005-10-01T17:29:00","date_gmt":"2005-10-01T17:29:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=37"},"modified":"2005-10-01T17:29:00","modified_gmt":"2005-10-01T17:29:00","slug":"dellamicizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=37","title":{"rendered":"Dell&#8217;amicizia"},"content":{"rendered":"<p>Potrei scrivere dell&#8217;amicizia.<br \/>\n<br \/>Potrei. Di Luca, di Michela, di Stefano, di Nayla, di Adriano, di Seba, di Monica, di Tommaso e Giacomo, si Gianmarco e Rosalba, di Nati, di Roberta, di Ale, di Angela, di Anto, di Pietro, di Edita, di Filippo, di Francesca, di Federica. Potrei&#8230; ma credo di non esserne veramente capace. Temo che cadrei facilmente nell&#8217;ovvio e questo proprio non mi va.<\/p>\n<p>Eppure mi piace, mi piacerebbe, lasciare un segno indelebile. Su questa pagina. Qualcosa che parli dell&#8217;amicizia. Di coloro ai quali voglio bene e che, credo, mi vogliono bene. Oltre ogni secondo fine e per il solo gusto di stare insieme ed essere sempre pronti ad ascoltarsi.<\/p>\n<p>&bull; <i>Lo vedi, Mik?<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Hai ragione. Sto gi\u00e0 cadendo nell&#8217;ovvio&#8230; E&#8217; meglio se la smetto.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Provaci, ma impegnati di pi\u00f9.<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; No, dai, meglio evitare.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>E fai uno sforzo, ovvia! Puoi farcela.<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Macch\u00e8.<\/p>\n<p>&bull; <i>E, allora, cerca una tua foto, tra le mille e mille. Un qualcosa che, meglio delle parole, possa rappresentare l&#8217;idea dell&#8217;amicizia.<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Ehi, ma mica devo scriverne per forza. Ma chi sei tu che mi parli? La mia coscienza scribacchina?<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Bravo, finalmente l&#8217;hai capito. Possibile che la tua creativit\u00e0 sia sotto i tacchi quest&#8217;oggi?<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; No, \u00e8 che&#8230;<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Che cosa?<\/i><\/p>\n<p>&bull; Beh, insomma, \u00e8 il rum che ho bevuto dopo pranzo con Luca&#8230; fortino. Mi ha dato leggermente alla testa.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Ti trema la tastiera, infatti.<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Si, per\u00f2 ci voleva&#8230;, un bicchierino in compagnia, dopo l&#8217;abbuffata.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Quale abbufata?<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Piatto unico: sublime filetto ai porcini. E neanche me l&#8217;aspettavo. L&#8217;invito per pranzo \u00e8 arrivato all&#8217;una per l&#8217;una e un quarto.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Mhhhhhhhh.<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Una doccia, barba, un po&#8217; di deodorante ascellare e via. Sono salito di un piano per andare a pranzo con i miei amici.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Cos&#8217;hai portato?<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Una bottiglia di Merlot. Ho percorso 24 gradini e&#8230; era tanto che non vedevo Luca. Nonostante suo fratello sia mio vicino di casa.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Ti ha fatto molto piacere.<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Ma che domande. Ovvio. Mi sono emozionato per quel filetto.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Tutto qui?<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Dai, certo che no. E&#8217; stato magnifico trascorrere qualche ora senza pensieri per il solo gusto di stare insieme e ridere come matto alle battute di Luca. Ricordare insieme a lui quando scuffiavamo in barca a vela. Quando eravamo preoccupati per la sua salute. Quando ballavamo come matti fino alle tre di mattina. Quando.<\/p>\n<p>&bull; <i>Vedi?<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Vedi cosa?<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Dico, vedi che ne stai parlando di amicizia. Quasi senza volerlo.<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Si. Hai ragione. Ora ho capito qualcosa di pi\u00f9.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Cio\u00e8?<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Cio\u00e8 che l&#8217;amicizia \u00e8 una di quelle cose per le quali contano molto pi\u00f9 i fatti che non le parole. I sorrisi grassi che non gli inchini. L&#8217;abbraccio piuttosto che.<br \/>\n<br \/>&bull; <i>Appunto.<\/i><br \/>\n<br \/>&bull; Me lo appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potrei scrivere dell&#8217;amicizia. Potrei. Di Luca, di Michela, di Stefano, di Nayla, di Adriano, di Seba, di Monica, di Tommaso e Giacomo, si Gianmarco e Rosalba, di Nati, di Roberta, di Ale, di Angela, di Anto, di Pietro, di Edita, di Filippo, di Francesca, di Federica. Potrei&#8230; ma credo di non esserne veramente capace. 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