{"id":276,"date":"2009-01-30T03:37:00","date_gmt":"2009-01-30T03:37:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=276"},"modified":"2009-01-30T03:37:00","modified_gmt":"2009-01-30T03:37:00","slug":"rinculi-notturni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=276","title":{"rendered":"Rinculi notturni"},"content":{"rendered":"<p>Prima non mi succedeva. Fino all&#8217;anno scorso, almeno, succedeva quasi mai di non riuscire a prendere sonno. L&#8217;anno scorso mi chiamavano sasso, sorridevo sempre ed avevo trent&#8217;anni mentre quest&#8217;anno ne ho di nuovo quarantasei. L&#8217;anno scorso conoscevo solo di rimando il significato della parola <em>dolore<\/em>. A ben leggermi l&#8217;avevo conosciuto direttamente, si, ma sepolto da un secolo. Oggi, sarebbe consono dire stanotte, invece, percepisco un po&#8217; meglio le sintomatologie umane legate al senso di dolore e forse capir&ograve; in seguito, ma solo in seguito, che ci&ograve; non sar&agrave; stato del tutto un male. Che &egrave; molto normale. Oggi, come accade da molte notti, queste senzazioni mi provocano insonnia. Oggi sono le 3 e sono salito per tirar fuori.<\/p>\n<p>Tento. Anche un&#8217;ora fa avevo tentato. Di andare a dormire ad un&#8217;ora decente. Poi succede che vengo sovrastato da orde di pensieri, nenie incontrollabili, che, appunto, impediscono di addormentarmi. Poco fa, abbracciato al cuscino, ad esempio, ricordavo con forza di quando la mia carne entrava nella sua, con vibranti pulsioni, quell&#8217;ultima volta. Ed &egrave; stato struggente sapendo che, mentre ci&ograve; accadeva con un&#8217;intesit&agrave; raramente provata, lei mi stava lasciando. Carne nella carne. Non sono tutti perniciosi, i pensieri che non mi fanno addormentare. Come quelli legati a ieri sera, di meraviglia, quando una bimba di due anni si &egrave; addormentata aggrappata al mio collo, con vibranti pulsioni.<\/p>\n<p>Altri pensieri, altri ancora si sono sovrapposti: il mio gatto che sta male, mio padre, una questione di lavoro, il pagamento del canone, un dolore allo sterno, la valigia da preparare, il suo ultimo abbraccio, il suo primo abbraccio, che faccio? salgo? salgo e scrivo due righe e me ne fumo una?, dai devi dormire, le previsioni promettono pioggia, guarir&agrave;, mi sento invecchiato, la vita &egrave; ad un bivio, basta con le cervalla fritte di sera, il gol di Milito, abbiamo scambiato due chiacchere stasera ed io ho pianto come quasi sempre, lo stomaco va un po&#8217; meglio, ho chiuso il gas?, chiss&agrave; cosa star&agrave; succedendo nel mondo che so tipo in quello sperduto villaggio africano?, l&#8217;anno scorso partivamo per Praga lei ed io, mi manca, a quel paese le religioni tutte, il cancro &egrave; una bestia che va sconfitta, il senso? dov&#8217;&egrave; il senso?, mi sa che anche se mai l&#8217;ho fatto dovrei iniziare prendere qualche ansiolin, dai ora salgo ed accendo il computer, &egrave; una vita che desideravo camminare tra i vicoli di Pessoa, miaooo, ho lasciato i piatti da lavare, il film su Anna Frank, il tutto diviene, con vibranti pulsioni. Ho sonno ma non ho sonno.<\/p>\n<p>Io li chiamo rinculi notturni. Ora mi servirebbe un colino per filtrarne la parte ricca di caffeina.<\/p>\n<p>Ritento. Sar&ograve; pi&ugrave; assonnato o, almeno, svuotato?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima non mi succedeva. Fino all&#8217;anno scorso, almeno, succedeva quasi mai di non riuscire a prendere sonno. L&#8217;anno scorso mi chiamavano sasso, sorridevo sempre ed avevo trent&#8217;anni mentre quest&#8217;anno ne ho di nuovo quarantasei. L&#8217;anno scorso conoscevo solo di rimando il significato della parola dolore. 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