{"id":217,"date":"2007-06-07T11:39:00","date_gmt":"2007-06-07T11:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=217"},"modified":"2007-06-07T11:39:00","modified_gmt":"2007-06-07T11:39:00","slug":"ancioe-belle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=217","title":{"rendered":"Anci\u00f4e Belle Donne"},"content":{"rendered":"<p>Siamo seduti ad un tavolo, le mie due amiche zocche, Angie e Nayla, ed io. Iniziamo a degustare frittelle di baccal\u00e0 e di anci\u00f4e. Il ristorante \u00e8 nuovo, per me. Pareti colorate di arancio spugnato, luci calde e mobilia d&#8217;arte povera. Nessuna plastica artificiale ad infastidire le nostre propensioni d&#8217;amicizia e di racconti da raccontarsi di fronte ad una bottiglia di Fiano. Un posto di quelli che ti senti subito a tuo agio, a parte l&#8217;avida tirchieria dell&#8217;oste.<\/p>\n<p>Due metri a destra c&#8217;\u00e8 una coppia. Lui sui cinquant&#8217;anni, blazer in tinta unita e maglia nero pece sotto, aria leggermente austera, con due occhi profondi e scuri incesellati dentro una barba bianca ben curata, a cornice. I suoi gesti appaiono delicati ed anche incuriositi da quella donna splendida che \u00e8 seduta di fronte a lui ed ora gli sorride, con ghigno intrigante, mentre il suo indice birichino scivola dentro quel che rimane di un dolce che potrebbe essere panna cotta. Il dito giunge alle labbra di lei che sembra guardare distrattamente oltre la pioggia che \u00e8 impigliata sui vetri di una finestra che mostra i tetti di Genova. Civettuola.<\/p>\n<p>Si. \u00c8 proprio splendida questa donna nel suo corpo burroso, nei suoi capelli fini, nelle pieghe dei suoi vestiti da mercatino, nelle sue scarpe antiche e nelle sue dita che paiono aver attraversato un mare di tempeste ed adesso afferrano una maglietta turchese. Dita che si muovono a scatti, dita attraversate da una strana tensione, dita che compiono movimenti da bacchetta d&#8217;orchestra.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo potrebbe essere un vecchio capitano di vascello o un regista pirandeliano o, beh, che importa, non c&#8217;\u00e8 bisogno di imprigionarlo in una categoria, penso. Si alza e si avvia verso un corridoio del ristorante scomparendo ai nostri occhi. Mentre si allontana noi ci diciamo che sembra uscito da un&#8217;epoca di transatlantici e sorrisi conditi da gesti gentili.<\/p>\n<p>Ora lei, la donna splendida, \u00e8 rimasta da sola, seduta sui suoi pensieri che sono sogni e viaggiano attraverso le sue espressioni orgogliose. Orgogliose, un po&#8217; stupite ed assai ricche di desideri. Anche lei pare provenire da una cellulosa lontana nel tempo. \u00c8 una donna che certamente deve aver incontrato ondate di malinconia lungo la sua vita. Lo dicono i suoi gesti e la sua apparente inadeguatezza. Apparente perch\u00e8 il suo splendore riesce ad incantarci fino a farla assurgere al ruolo di una regina di cuori. Di certo non \u00e8 bella da copertina ed il suo palcoscenico ha mai conosciuto lustrini e lussi. \u00c8 un&#8217;anima senza tempo che un&#8217;et\u00e0 \u00e8 proprio difficile dargliela. Non \u00e8 neppure troppo composta, su quella sedia, a ben vedere. Ma \u00e8. \u00c8 splendida, con sorpresa.<\/p>\n<p>Torna l&#8217;uomo. Deve aver pagato il conto per due. La donna splendida gli sorride inarcando le soppraciglia e probabilmente lo ringrazia. L&#8217;uomo abbassa lo sguardo ed allunga la sua mano a lei. C&#8217;\u00e8 sensualit\u00e0 a corrente continua. Ma non solo. C&#8217;\u00e8. C&#8217;\u00e8, ora, a spezzare la sobriet\u00e0 del comportamento fino ad ora austero dell&#8217;uomo, un movimento delle sue labbra verso l&#8217;esterno che scompiglia le carte. Ne esce un&#8217;espressione di dolcezza che innonda la scena di incanto e silenzio. Senza imbarazzo.<\/p>\n<p>La donna splendida accoglie la mano di lui. Poi, con l&#8217;altra, afferra dal davanzale una racchetta da sci. La appoggia sul parquet e, con un notevole sforzo, fa leva dal basso al cielo della stanza, alzandosi in piedi. L&#8217;uomo la prende sottobraccio. Sulla loro tavola \u00e8 rimasta una bottiglia di vino bianco ed un&#8217;aura di splendore che inebria i movimenti delle nostre dita che brindano alla condivisione e all&#8217;improbabile coppia di avventori, emersi questa sera da uno dei mari pi\u00f9 caldi che io abbia mai accarezzato.<\/p>\n<p>Ora. Solo ora vedo l&#8217;incedere difficoltoso della donna splendida e storpia che si allontana con l&#8217;uomo verso la loro isola di intesa. Se esiste dio loro sono dio, per me, in questa sera di pioggia e anci\u00f4e.<\/p>\n<p><\/p>\n<div align=\"right\"><font size=\"-2\" color=\"#999999\">N.d.b. Anci\u00f4e = Acciughe (Anci\u00f4e Belle Donne \u00e8 il nome del ristorante).<\/font><\/i><\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo seduti ad un tavolo, le mie due amiche zocche, Angie e Nayla, ed io. Iniziamo a degustare frittelle di baccal\u00e0 e di anci\u00f4e. Il ristorante \u00e8 nuovo, per me. Pareti colorate di arancio spugnato, luci calde e mobilia d&#8217;arte povera. 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