{"id":21,"date":"2005-09-18T16:23:00","date_gmt":"2005-09-18T16:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=21"},"modified":"2005-09-18T16:23:00","modified_gmt":"2005-09-18T16:23:00","slug":"una-domenica-mattina-e-lamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=21","title":{"rendered":"Una domenica mattina e l&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; piacevole&#8230;<br \/>\n<br \/>Risvegliarsi una domenica mattina, alquanto intontito dai troppi funghi e dal troppo vino della sera prima. Bere un caff\u00e8 con due pasticcini avanzati, contare i piatti accatastati e sbirciare le macchie di sugo dipinte qua e l\u00e0 a ricordarmi che nella notte non \u00e8 passata la fatina del pulito a restiture magicamente alla cucina il candore pregresso.<br \/>\n<br \/>Buttare la testa sotto il lavandino. Mettere la colonna sonora di Forrest Gump a volume 10. Respirare a fondo il mare se pure con un leggero mal di stomaco.<br \/>\n<br \/>Capire a singhiozzo gli sms che mi dicono &#8220;Ci si immerge&#8221; e poi &#8220;Forse no&#8221; e poi &#8220;Chiama il club subacqueo&#8221; e poi &#8220;Il mare pare mettersi al buono&#8221; e poi &#8220;Dietro-front: tutto annullato&#8221;.<br \/>\n<br \/>Accendere il Mac e leggere qualche messaggio, leggere nuovi frammenti di vita dipinti con le parole dei blog pi\u00f9 recenti. Rubare emozioni altrui e chiedersi se succede la stessa cosa con le mie.<br \/>\n<br \/>Accorgersi, d&#8217;un tratto, che la domenica mattina se n&#8217;\u00e8 gi\u00e0 andata via e, decisamente, non ha lasciato un segno indelebile nella mia vita.<\/p>\n<p>E&#8217; tutto piacevole. Ma, non so mica, Mik, se piacevole sia uno stato di cui accontentarsi oppure.. se piacevole, al contrario, sia uno status privilegiato se paragonato alla sfiga di chi, al mondo, se la passa decisamente maluccio. Diciamo&#8230; di merda.<\/p>\n<p>Ogni giorno, appena sveglio, faccio un bilancino della mia vita.<\/p>\n<p><i>Da un lato<\/i> mi vergogno di quanto ho avuto, delle fortune eccezionali accadutemi e neanche troppo meritate, del fatto che, in famiglia, stanno tutti benone, che anche oggi avr\u00f2 un tetto per dormire ed un boccone da mangiare, della enorme libert\u00e0 che ho, degli Amici su cui contare e degli oggetti che possiedo. Rifletto sui lussi e le ricchezze che la vita mi ha regalato paragonandoli alle sfortune nelle quali sono impelagati i pi\u00f9. Quelle vere di sfortune. Me ne vergogno e faccio abbastanza poco per riparare a questo torto che crea un buco nella mia coscienza. Egoisticamente ci convivo. Penso che la vita sia un grande monopoli e che&#8230; blabla.<\/p>\n<p><i>Dall&#8217;altro lato<\/i>, al contrario, penso che tutto sia relativo. Che non devo paragonare la mia vita a quella di persone che sono nate e vivono in contesti completamente diversi dal mio. Che potrei stare meglio. Che, quando qualcuno mi domanda come sto, non devo sempre e per forza rispondere &#8220;benissimo, grazie&#8221;. E che scrivo sopratutto per autoterapia, perch\u00e8 mi sembra che non ci sia un modo migliore di vivere che quello nel quale tento di esprimere le mie emozioni sperando di riuscirle a comunicare e sperando, parimenti, di allontanare le mie paure. Ovviamente c&#8217;\u00e8  un modo ancora migliore di vivere: non pensare. Dirigere la vita con l&#8217;istinto e con l&#8217;innocenza pura di bambino. Con la dolcezza che \u00e8 una qualit\u00e0 impossibile da costruire a tavolino. Sgorga spontaneamente.<\/p>\n<p>Anche se non piace ammetterlo&#8230; io penso. Ed il pensiero imbastardisce le sensazioni. Col pensiero nascono le paturnie, come quelle di questa domenica mattina, paturnie che mi fanno godere meno di quanto potrei e dovrei. A quest&#8217;ora avrei dovuto essere sott&#8217;acqua a respirare stelle marine ed invece sono qua a tirar fuori le viscere dallo stomaco. Sono qua nella mia stanza segreta anche se le sue pareti sono di cristallo. Cerco di mettere ordine dentro gli atomi entropicamente sgarbugliati della mia mente. A farmi seghe mentali come una donna.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 una donna non ce l&#8217;ho. Una donna a cui rimproverare tale perversione. Ne ho tante e nessuna. Nessuna veramente che (povero piccino da consolare&#8230;) mi ami per quello che sono. Ecchi cazzo sono? Alle 15 e 39 di una domenica ex-mattina me lo chiedo con grande insicurezza decisamente celata al mondo reale. E non sono neanche troppo certo che quello che mi manca sia l&#8217;amore. L&#8217;amore tanto vissuto, decantato, invocato sulle pagine di voi che leggete. Talvolta nascosto dietro merlettati giri di poesie.<\/p>\n<p>Penso.<br \/>\n<br \/>Sar\u00e0 l&#8217;amore che mi manca? Oppure, pi\u00f9 verosimilmente, una complice che mi sostenga, che mi dica sei grande. Che mi prepari la colazione la domenica mattina. Che mi illuda di essere importante per lei e che gonfi a dismisura il mio ego e giustifichi la mia presunzione. Che sotterri le mie debolezze, i miei complessi, le mie bassezze. Che si dimentichi di mettere il tappo al tubetto del dentifricio. Che pianga e rida solo per me. Che mi esseemmeessi mi manchi. Che mi dica sei bellissimo. Che mi racconti, senza che l&#8217;ascolti veramente, la sua giornata. Che mi seduca e mi appassioni nelle notti altrimenti sole. Che. Che cazzo dico?<\/p>\n<p>Dopo avere scritto questa sfilza di pensieri-seghette mentali mi fermo qualche minuto e medito. Provo a non pensare ma a sentire. Solo sentire.<\/p>\n<p>Sento. Ecco!<br \/>\n<br \/>Sento che \u00e8 proprio l&#8217;amore che mi manca. Non le robe di cui ho scritto poc&#8217;anzi. Mi manca, semplicemente, emozionarCI, respirarCI, goderCI, sopra tutto sorpenderCI una donna-donna ed io-io.<\/p>\n<p>Tante parole per esprimere un concettino cos\u00ec banale. Miss\u00e0 che i funghi della sera prima fossero un tantino allucinogeni! Ora che l&#8217;effetto \u00e8 passato mi sento decisamente meglio. O sar\u00e0 perch\u00e8 ho scritto? Comunque sia buona domenica a tutti, belli e brutti.<\/p>\n<p><b>N.d.R.M. 1<\/b> Io non so se sono riuscito ad esprimermi bene in questo pezzo. Non per tutti, almeno. Mea culpa. E&#8217; possibile fare confusione ed allora preciso.<\/p>\n<p>No. 1) E&#8217; l&#8217;amore che mi manca. Non una complice che mi sostenga, le colazioni a letto e tutte quelle robe-cazzate. Chiaro, eh?<br \/>\n<br \/>No. 2) Non mi piace il pensiero, il pensare. Quando, nel discorso, dico <i>penso<\/i> intendo dare al periodo che segue un&#8217;accezione decisamente negativa. Al contrario amo l&#8217;istintivit\u00e0 del sentire. Chiaro, eh?<br \/>\n<br \/>No. 3) Non c\u00e8 il numero 3.<\/p>\n<p><b>N.d.R.M. 2<\/b> E&#8217; cos\u00ec difficile spiegarmi? Una cosa \u00e8 l&#8217;amore. Un&#8217;altra sono le conseguenze, manifestazioni, prove dell&#8217;amore che possono anche essere piacevolissime. Ma NON vanno confusi, appunto, l&#8217;AMORE e LE CONSEGUENZE DELL&#8217;AMORE, a mio parere. Tutto qui.<br \/>\n<br \/>Insomma&#8230; non ci si pu\u00f2 illudere di avere l&#8217;amore solo perch\u00e8 qualcuno ci gratifica&#8230;<br \/>\n<br \/>Come stasera mi ha suggerito qualcuno, in maniera eccelsa:<br \/>\n<br \/>AMORE: quando tu stesso non esisti pi\u00f9! e pur ti senti vivo nella contemporanea coesistenza di gioia e dolore&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; piacevole&#8230; Risvegliarsi una domenica mattina, alquanto intontito dai troppi funghi e dal troppo vino della sera prima. Bere un caff\u00e8 con due pasticcini avanzati, contare i piatti accatastati e sbirciare le macchie di sugo dipinte qua e l\u00e0 a ricordarmi che nella notte non \u00e8 passata la fatina del pulito a restiture magicamente alla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-21","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-splinder"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=21"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/21\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=21"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=21"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=21"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}