{"id":195,"date":"2007-04-05T03:58:00","date_gmt":"2007-04-05T03:58:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=195"},"modified":"2007-04-05T03:58:00","modified_gmt":"2007-04-05T03:58:00","slug":"milano-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=195","title":{"rendered":"Milano-Genova"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.michelerossi.it\/media\/unici\/fotorespiromare\/380.jpg\"><\/div>\n<div align=\"right\"><i><font size=\"-2\" color=\"#999999\">Zena &copy; 2007<\/font><\/i><\/div>\n<p>\nC&#8217;\u00e8 una cosa che mi piace di Milano. Quando me ne vado via per tornarmene a Genova. Ed inizia l&#8217;autostrada. Come l&#8217;altra notte.<\/p>\n<p>Un caff\u00e8. Uno ancora. Mi tolgo la giacca ed allento la cintura. Chiave nella serratura. Apro la portiera. Scatta l&#8217;allarme. Cazzo, me lo ricodo mai. Amen. Accendo e parto. Ornella inizia a parlarmi. \u00c8 di compagnia, lei, come sempre, amica dalla dolce voce e dalle rassicuranti promesse. Roteo la manopola del volume dell&#8217;autoradio e parto, scattando tra le strade della prepotenza metropolitana per dileguarmi, il pi\u00f9 presto possibile, lungo il serpente dell&#8217;A7. Alzo ancora il volume. A manetta. E mi impregno della voce di Fabrizio che si mescola ai consigli di Ornella. Complice, sorrido a loro e mi concentro sul cruscotto e sul fiume di asfalto che si mescola alle luci abbaglianti.  Creuza de m\u00e4 \u00e8 distante ancora 130 chilometri. Sto bene. Infatti canto. Pur stonato canto a squarciagola. A Gropello l&#8217;autostrada \u00e8 chiusa ed allora, seguendo branchi di tir, attraverso le campagne padane coltivate a centri commerciali e concessionarie enormi che, nella notte, paiono ancora pi\u00f9 enormi. Dopo tre quarti d&#8217;ora raggiungo un casello ma non so quale. Ornella mi dice di seguire a destra e Fabrizio mi racconta dei campi di grano. Poi \u00e8 tempo di autogrill. Barrette di cioccolato, occhiata alle riviste, dialoghi misti tra ragazze con borsetta e camionisti turchi. Pieno e riparto. Finalmente arrivo a Serravalle ed inizio a giocare con le curve. Penso: scrivo e fotografo per il piacere di raccontarle. Viaggio per la necessit\u00e0 di viverle. Le emozioni dell&#8217;anima strada. Ho la zingaraggine nel dna anche se, da qualche anno, ho la tendenza a nascondermela dentro un paio di pantofole. Ornella lo sa bene. Ecco, ora intravedo le silhouette dell&#8217;Appennino disegnate dalla luce piena della luna. Gli spazi grigionero si aprono gradualmente al mio mare. Zena, patria mia, rieccomi a te. Ora arriva il bello. La sopraelevata. Grattacieli e lanterna. Fabrizio rivive. All&#8217;ombra del primo sole si apre il porto e le gigantesche sagome dei traghetti e delle navi mercantili che sonnecchiano alla destra del mio sguardo. Alla sinistra \u00e8 l&#8217;angiporto con il domino di case. Sono immagini scolpite da sempre nella mia mente eppure originali ogni volta che percorro la sopraelevata. Respiro mare di nuovo ed il profumo di vento e sale si sostiuisce all&#8217;odore di smog. Godo. Godo davvero. Fotogrammi a ripetizione. L&#8217;acquario. I bacini ed i cantieri navali. Il porticciolo. Corso Italia. Vernazzola. Casa. Sono a casa. Ornella gps mi dice: hai raggiundo la meta. La spengo. Anche Fabrizio non ha pi\u00f9 voce, per stanotte. C&#8217;\u00e8 un&#8217;idea di alba sulla mia pelle. Belin che alba! Scendo dall&#8217;auto sbadigliando e sussurro tra me e me:<\/p>\n<div align=\"center\"><i><font size=\"-2\" color=\"#999999\"><br \/>\nMa se ghe penso alloa mi veddo o m\u00e2,<br \/>\nveddo i m\u00e6 monti e a ciassa da Nonsi\u00e2,<br \/>\nriveddo o Righi e me s&#8217;astrenze o ch\u00eau,<br \/>\nveddo a lanterna, a cava, lazz\u00fb o m\u00eau&#8230;<br \/>\nRiveddo a s\u00e9ia Zena ill\u00fbmin\u00e2,<br \/>\nveddo l\u00e0 a foxe e sento franze o m\u00e2<br \/>\ne alloa mi penso ancon de ritorn\u00e2<br \/>\na p\u00f6s\u00e2 e osse dov&#8217;\u00f2 m\u00e6 madonn\u00e2.<br \/>\n<\/font><\/i><\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zena &copy; 2007 C&#8217;\u00e8 una cosa che mi piace di Milano. Quando me ne vado via per tornarmene a Genova. Ed inizia l&#8217;autostrada. Come l&#8217;altra notte. Un caff\u00e8. Uno ancora. Mi tolgo la giacca ed allento la cintura. Chiave nella serratura. Apro la portiera. Scatta l&#8217;allarme. Cazzo, me lo ricodo mai. 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