{"id":13,"date":"2005-09-13T03:47:00","date_gmt":"2005-09-13T03:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=13"},"modified":"2005-09-13T03:47:00","modified_gmt":"2005-09-13T03:47:00","slug":"prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.michelerossi.it\/?p=13","title":{"rendered":"Prospettive"},"content":{"rendered":"<p>Avrebbe anche potuto chiamarsi cos\u00ec, questo blog.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 questa parola, prospettiva, che mi insegue da qualche mese. La sento come la chiave universale per aprire tutte le porte che desidero aprire. La barca a vela con la quale capire e carpire, al meglio, tutti gli stati del mare. Gli umori dell&#8217;anima. Quasi tutti. E&#8217; tardi, molto tardi ed ho ancora un bel po&#8217; di lavoro da sbrigare prima dell&#8217;appuntamento dalla commercialista, domani mattina. Eppure ci tenevo ad iniziare a scrivere di questo argomento perch\u00e8 so che ne discorrer\u00f2 ancora a lungo fino a carpirne i significati pi\u00f9 profondi.<\/p>\n<p>Ho anche un moscerino cattivello <b>nell&#8217;occhio<\/b> ma non mi arrendo. Me lo sciacquo via. Bevo un gollata d&#8217;acqua e mi preparo una sigarettina. Sono le 3 di notte. Di una notte quieta a Vernazzola, di fronte al mare tra Genova ed il Monte di Portofino. Esco un momento. Per dare una boccata d&#8217;aria. L&#8217;aria \u00e8 tersa. Si vedono lucine lontanissime sul Monte e nel cielonotte. Nitidissime come le sensazioni che sento di esprimere.<\/p>\n<p>Poi riprendo. E chissenefrega se le ore di sonno saranno comprese tra le dita di una mano. Sto bene. Perch\u00e8 comunico. E non solo con il muro bianco-azzurro-blu di questa splinderfaccia ma, sopra tutto, con i folletti-personaggi che abitano la mia scatola luminosa. Mi esprimo. Ascolto. Scatto. Abito i miei pensieri. Anzi no, non ho tempo per pensare. Per questo sto bene. Abito le mie sensazioni: questa si che \u00e8 vita!<\/p>\n<div align=center><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.michelerossi.it\/media\/unici\/fotorespiromare\/Mosaico.jpg\" Imagesize><\/div>\n<p>Il viaggio \u00e8 il modo migliore che conosca per percepire le emozioni in movimento. Il viaggio intorno agli oggetti, intorno alle menti, intorno ai panorami. Non a caso in passato mi specializzai nelle fotografie panoramiche a 360\u00b0. Perch\u00e8 uno scorcio non \u00e8 pieno se non se ne rappresentano tutte le sue componenti. I dettagli tutt&#8217;attorno in un mosaico di sfumature che, prese singolarmente, significano niente oppure molto poco, rispetto alla completezza che i molteplici frammenti vanno a comporre. Cos\u00ec \u00e8 per <b>tutto<\/b>.<\/p>\n<p>Per capire chi ti sta innanzi non basta esplorarne un&#8217;aspetto o due. Fermarsi davanti alle categorie conosciute che meglio lo rappresentano. Non mi \u00e8 sufficiente sapere quanti anni hai, di che sesso sei e sei sei bella\/o per intenderti e, magari, apprezzarti. Non mi basta vedere la foto di una statua per goderne l&#8217;aura. Non \u00e8 abbastanza stringerti la mano per capire se ti amo. Voglio di pi\u00f9. Voglio girarti attorno. Desidero sentire le diverse prospettive.<\/p>\n<p>Godere di tutte le luci che ti possono illuminare e scrutare di te gli angoli che pi\u00f9 mi solleticano. E&#8217; necessario in una conversazione, cara o litigiosa che sia, uscirne per un momento e capire da fuori come stanno veramente le cose. Di una montagna all&#8217;alba aspettare anche la notte per possederne i segreti. Di una casa vederne il retro, la cantina, il bagno per apprezzarne l&#8217;architetto.<\/p>\n<div align=center><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.michelerossi.it\/media\/unici\/fotorespiromare\/Mosaico2.jpg\" Imagesize><\/div>\n<p>Del mare \u00e8 decisivo vederne la burrasca per solcarne la calma. Respiro. Ascolto &#8220;Every breath you take&#8221; dei Police. Mi rilasso davanti alla nottelunga e prolifica. Bevo. Bevo ancora. Non volevo scrivere cos\u00ec a lungo. Vabbeh! Guardo il buio della notte e mi sento un po&#8217; meno solo. Every breath you take&#8230; I&#8217;ll be watching you, la canto e, quando canto, vuol dire che sto proprio bene, sai, caro blog. Mi sto imbelinando, si, ora parlo anche col blog. Tra poco dar\u00f2 del gruviera al mouse, sempre che non scappi. Sento di non aver ancora finito. Di aver solo cominciato ad entrare in una dimensiione diversa, in un abito poco indossato fino ad ora, senza lustrini e cravatte. Una abito trasparente come le parole, liquide (piccola licenza poetica), che cadono da sole sulla tastiera.<\/p>\n<p>Dicevo&#8230; le prospettive. Prospettive poco future. Presenti se mai. Nel senso che i sensi, se ben alleati tra loro, possono regalarci percezioni fantastiche difficili da ricostruire in seguito e le emozioni che ne scaturiscono sono vere solo quando si vivono. I ricordi, invece, possono essere caldi o freddi ma sono spesso bugiardi. Almeno credo.<\/p>\n<p>Non <b>voglio<\/b> pi\u00f9 fermarmi all&#8217;apparenza. Desidero collezionare tutti i pastelli del mosaico che ogni giorno costruir\u00f2 e&#8230; quando mi sentir\u00f2 stanco o svogliato chiuder\u00f2 un poco le palpebre per tornare a <b>vedere<\/b> sotto una nuova luce e ricordarmi del perch\u00e8 un fotografo \u00e8 un bravo fotografo. Un artista \u00e8 pi\u00f9 grande degli altri. Perch\u00e8 sa cogliere prospettive nascoste ai pi\u00f9. Pi\u00f9 semplicemente perch\u00e8 ha grande la curiosit\u00e0 di esplorare, fuori e dentro, con grande sensibilit\u00e0 le facce di un gioco che \u00e8 uguale da sempre e rinnovato ogni secondo.<\/p>\n<p>Buona notte. Forse si stanno aprendo prospettive sensualmente nuove.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avrebbe anche potuto chiamarsi cos\u00ec, questo blog. C&#8217;\u00e8 questa parola, prospettiva, che mi insegue da qualche mese. La sento come la chiave universale per aprire tutte le porte che desidero aprire. La barca a vela con la quale capire e carpire, al meglio, tutti gli stati del mare. Gli umori dell&#8217;anima. Quasi tutti. 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